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Sabato 18 Gennaio 2020
AREA FISCALE

TRATTAMENTO FISCALE PER PRESTAZIONI ALBERGHIERE E DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

L`Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 6/E del 3 marzo 2009, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al trattamento fiscale delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande...

12/03/2009



L`Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 6/E del 3 marzo 2009, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al trattamento fiscale delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande.

Tali chiarimenti vanno ad aggiungersi, completandone la portata interpretativa, a quelli forniti con la Circolare n. 53/E del 5 settembre 2008, allorchè furono fornite le prime precisazioni sulle modifiche, in materia di imposte sui redditi e di Iva, apportate al regime fiscale delle prestazioni alberghiere e delle somministrazioni di alimenti e bevande, ad opera dell'articolo 83, commi da 28-bis a 28-quater, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 (cosiddetta «Manovra d`estate»).

L'Amministrazione finanziaria, con la circolare in esame, traendo spunto, per le proprie precisazioni, da specifici quesiti sottoposti alla sua attenzione, analizza nel concreto le novità introdotte in materia.

1. Rinuncia alla detrazione

L'Iva detraibile non può, naturalmente, costituire un costo ai fini della determinazione del reddito. Di conseguenza, la rinuncia «spontanea», per convenienza, alla detrazione dell'imposta pagata sulle spese in questione non permette la deducibilità della stessa, quale costo, dalle imposte sui redditi. Divieto di deducibilità dell`Iva dall`Irpef o dall`Ires anche nel caso in cui, ad esempio, la detrazione dell'imposta sia resa non possibile «in ragione dell'oggettivo impedimento rappresentato dall'indisponibilità della fattura». L`Agenzia delle Entrate ha, infatti, precisato come il fruitore possa comunque richiedere, ad albergatori e ristoratori, il rilascio della fattura. Un`eventuale mancanza in tal senso condurrebbe ad una indetraibilità dell`Iva non oggettiva ma derivante, esclusivamente, da una valutazione discrezionale del contribuente.


2. Cointestazione della fattura

Nelle ipotesi in cui la prestazione alberghiera o di ristorazione sia fruita da un soggetto diverso dall`effettivo committente del servizio, ai fini della detrazione Iva è necessario che la fattura rechi anche l`intestazione di tale soggetto. In pratica, la fattura va intestata a chi opera la detrazione, mentre i dati di chi fruisce della prestazione possono essere indicati nella fattura o in un`apposita nota allegata alla stessa.


3. Reddito d`impresa: spese sostenute per dipendenti, amministratori e soci

Il limite del 75% non opera in relazione alle spese di vitto e alloggio sostenute dal datore di lavoro per le trasferte effettuate dai dipendenti e dai titolari dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa fuori dal territorio comunale (ex art. 95, comma 3, del Tuir).
Tenendo presente tale regola, l`Agenzia delle Entrate ha precisato che:

- il limite non opera per le spese alberghiere e di ristorazione sostenute per le trasferte extra-comunali di amministratori considerati collaboratori dell'impresa;

- il limite opera per le spese alberghiere e di ristorazione sostenute per le trasferte extra-comunali dei soci.


4. Mense e servizi mensa

Sempre in materia di reddito di impresa, la norma che pone il limite del 75% alla deducibilità delle spese per la somministrazione di alimenti e bevande non si estende alle ipotesi in cui l`azienda sostiene costi per la gestione diretta di un servizio mensa. In tal caso, non si è di fronte a una spesa per la somministrazione di alimenti e bevande, ma a costi sostenuti dal datore di lavoro per l`acquisto di beni, servizi ed «eventualmente per la manodopera da utilizzare per la preparazione di pasti da somministrare».

Niente limite anche quando:

- la mensa è gestita da terzi;
- l`impresa stipula una convenzione con un esercizio pubblico per fornire il servizio di mensa ai propri dipendenti;
- il datore di lavoro acquista «ticket restaurant».

In queste fattispecie, infatti, la spesa si intende riferita all`acquisizione di un servizio complesso, non riconducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande.


5. Alberghi, alimenti, bevande ad inerenza «piena»

Come noto, la ratio della disposizione che limita la deducibilità delle spese alberghiere e di quelle per la somministrazione di alimenti e bevande è da ricercare nel tentativo del legislatore di porre un «freno» ogni volta in cui l`inerenza dei costi in questione sia dubbia. Dubbi che sicuramente non esistono nel caso in cui il sostenimento degli stessi sia connesso all`oggetto dell`attività d`impresa. Ragion per cui, la limitazione non trova applicazione in relazione:

- al rimborso agli esercizi convenzionati dell`importo del «ticket restaurant» da parte della azienda distributrice degli stessi;

- alle spese sostenute dai «tour operator» e dalle agenzia di viaggio per l`acquisto di prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande da destinare alla rivendita, anche nell`ambito di pacchetti turistici.