ZTL A PALERMO: ANCHE CONFCOMMERCIO INTERVIENE IN GIUDIZIO CON UN PROPRIO RICORSO, LA PRESIDENTE DI DIO DA` MANDATO AL LEGALE | Confcommercio - Imprese per l'Italia - Palermo
Martedì 10 Dicembre 2019
EDITORIALE

ZTL A PALERMO: ANCHE CONFCOMMERCIO INTERVIENE IN GIUDIZIO CON UN PROPRIO RICORSO, LA PRESIDENTE DI DIO DA` MANDATO AL LEGALE

09/05/2016

Confcommercio Palermo dice no alla decisione dell'Amministrazione comunale che sulla Zona a traffico limitato in città ha deciso di appellarsi al Cga avverso la decisione del Tar di accogliere il ricorso proposto da centinaia cittadini che ha bloccato il provvedimento fino a novembre, anticipando con motivazioni che suonano come quelle di una vera e propria sentenza. Confcommercio Palermo ha, infatti, deciso oggi di intervenire nel ricorso.

La presidente di Confcommercio Patrizia Di Dio aveva sostenuto l'opportunità di una Ztl in un'area più ristretta, che non tendesse a penalizzare il commercio, e dopo la decisione del Tar aveva richiesto all'Amministrazione comunale di convocare un tavolo di concertazione per condividere una strategia contro l'inquinamento. In considerazione del fatto che l'Amministrazione comunale non ha dato riscontro alla richiesta, la presidente Di Dio ha dato mandato all'avvocato Alessandro Dagnino di intervenire nel giudizio di appello a supporto delle ragioni del ricorso.

«Abbiamo preso atto del fatto che il Comune non desidera trattare con i cittadini, ma insiste nell'esercizio del potere autoritativo. L'autorità prevale sul consenso», spiega l'avvocato Alessandro Dagnino. «Una buona Ztl - aggiunge il legale di Confcommercio Palermo - deve essere ispirata al principio «chi inquina paga», dove il pagamento è un disincentivo all'inquinamento. Questa Ztl è invece basata sul principio: «chi paga può inquinare quanto vuole». In questi giorni, abbiamo appreso dai documenti che i sistemi di rilevazione dell'inquinamento utilizzati dal Comune sarebbero obsoleti. L'inquinamento va contrastato, ma occorre basarsi su dati concreti, non su luoghi comuni da usare come spauracchio per introdurre una tassa ingiusta», conclude l'avvocato Dagnino.